Valutare il successo di una manifestazione di rilievo come FESPA non significa solo determinare la riuscita – o meno – del singolo evento, bensì consente di determinare con una certa approssimazione l’andamento di un intero settore. A questa edizione hanno partecipato poco più di 600 aziende espositrici, un segnale positivo, soprattutto se consideriamo che l’economia in generale e il settore della stampa non attraversa certo uno dei suoi momenti migliori. Pensiamo, solo a titolo esemplificativo, che il settore del grande formato ha subito un calo della domanda negli ultimi 12-18 mesi intorno al 15%. A livello mondiale!
Ma il successo di una squadra non dipende solo dal valore dei giocatori, o dal loro numero: si valuta in buona misura sulla quantità di pubblico nello stadio. Ebbene sotto questo punto di vista il dato registrato a fine fiera ha raggiunto quota 21.672 visitatori unici: un valore superiore del 6,5% rispetto all’edizione 2005, ma negativo (intorno al - 10%) rispetto a FESPA 2007. Certo, nel 2007 la spinta economica e la fiducia nell’economia erano al culmine di questo decennio e ciò si traduceva in una maggiore propensione negli investimenti che, tra l’altro, raggiungevano tempi di ritorno senza precedenti. Ovviamente anche il numero di dipendenti inviati in visita dalle singole aziende è diminuito, in una naturale logica di contrazione dei costi. Ebbene, tenendo conto di tutti questi fattori, possiamo dire che il campionato 2010 è assai più difficile di quello del 2007, ma gli spettatori continuano a seguirlo con passione.
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Pazzi per il digitale
L’interesse per la tecnologia digitale ha raggiunto in questa edizione il suo apice, anche se possiamo facilmente supporre che si tratta di un record che presto verrà ulteriormente ritoccato: sul totale dei visitatori, infatti, il 68% ha dichiarato espressamente che il motivo di principale interesse della fiera fosse appunto il digitale. Nel 2007, a Berlino, l’interesse era al 52%. Insomma, facendo due conti FESPA 2010 ha richiamato circa 15.000 persone attratte dalla stampa digitale, un dato impressionante se paragonato all’edizione di FESPA Digital del 2009 ad Amsterdam, alla quale hanno partecipato meno di 10.000 persone.
Prima accennavamo al minor numero di dipendenti in visita per singola azienda: ebbene, si tratta di una selezione che forse ha penalizzato i numeri complessivi, ma che a ben vedere ha consentito di raggiungere uno share di “decision-maker” del 67%: calcolatrice alla mano sono 14.500 visitatori che decidono o influenzano le decisioni di acquisto, altro valore impressionante che riconferma FESPA come il più grande evento internazionale per il settore del wide-format.
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E la serigrafia?
Il digitale ha fatto senza dubbia la parte del leone, ma i processi serigrafici tradizionali non sono certo sulla via dell’estinzione. I padiglioni dedicati a questa tecnologia hanno infatti registrato un’ottima affluenza, a testimonianza del fatto che ormai la contrazione di questo settore ha raggiunto il suo apice: d’ora in poi è ipotizzabile che la serigrafia occuperà nicchie di mercato solide. E ciò a dispetto della pressione da parte della tecnologia digitale e dall’introduzione di alcune novità interessanti ad essa dedicate, come gli inchiostri metallici. La via, quindi, è quella della segmentazione ed elevata specializzazione nelle lavorazioni: trasformare questo procedimento in una lavorazione “di lusso” può essere una via interessante, soprattutto quando la corsa al digitale inizierà a rallentare per la saturazione del mercato. In ogni caso FESPA 2010 ha fornito segnali di ottimismo anche in quest’ambito.